RICHARD ANTINUCCI ED IL TEAM SAM SCHMIDT MOTORSPORTS SONO AL CULMINE DELLA PREPARAZIONE PER LA PARTENZA DELLA INDY PRO SERIES 2008
DOPO POSITIVI TEST INVERNALI, IL PILOTA ITALOAMERICANO È FIDUCIOSO E PUNTA AD UN INZIO CONCRETO AD HOMESTEAD-MIAMI
Martedì, 18 Marzo 2008
SAN DIEGO, USA — Ogni mattina Richard Antinucci si alza verso le 7 nel piccolo appartamento di San Diego dove abita attualmente, per cominciare presto il suo programma di fitness. La maggior parte delle mattine la sua routine inizia con corsa o bicicletta, a meno che si presenti l'occasione di tirar fuori la tavola da surf, perciò la prima cosa che fa abitualmente è gettare un'occhiata dalla finestra per vedere di che umore è il Pacifico. Ultimamente prima di uscir di casa lancia sempre un'occhiata al calendario sul muro, e sorride. Magari non sorride letteralmente, ma dentro di sè sotto sotto sì, e lo fa perché vedere i giorni gli ricorda che l'attesa sta finendo, che l'orologio corre ed il 29 Marzo ormai è dietro l'angolo. È da molto che attende la gara del debutto nella Indy Pro Series col nuovo team con impazienza. Antinucci e la struttura di Sam Schmidt non hanno avuto bisogno di tempo per iniziare a dialogare, ed è entusiasta di spiegare il perché: “Sono salito su una vettura del Sam Schmidt Motorsport prima ancora di firmare un contratto, perciò ho avuto tempo per familiarizzare col team alla grande. Ho passato diversi giorni in officina [a Indianapolis] in inverno ed accumulato un bel po' di miglia sia sui tracciati stradali che ovali. Sebbene sui secondi per la maggior parte delle volte non nel traffico. La chiave di tutto sarà abituarsi velocemente alle scie sugli ovali. Con i ragazzi del team mi sono trovato bene e sono molto soddisfatto del lavoro che è stato completato fino ad ora. Sono più che fortunato da avere un asso nella manica nel mio ingegnere, Tim Neff, che in precedenza ha già portato al titolo Jay Howard ed Alex Lloyd, nel 2006 e 2007. Ci metto molto impegno nel far sì che riesca ad imparare più velocemente possibile, dato che sono un esordiente nelle gare su ovale. Lavorando insieme cercheremo di fare in modo che l'impegno si traduca in risultati in pista. Per quanto ho visto fin qui non c'è una bacchetta magica. Impari lezioni che valgono in ogni categoria: lavori tanto, stai attento ai dettagli, fai il tuo lavoro meglio che puoi e allora le cose prima o poi vanno per il verso giusto. Il mio accordo con la SSM è un'opportunità unica per me, sono entusiasta di trarne il massimo e di godermi questa chance”.
Non è passato molto tempo da quando gli addetti ai lavori delle gare a ruote scoperte in America avevano molte ragioni per essere sempre più preoccupati, anno dopo anno. Ma ora la prospettiva non è più grigia, e questo è tanto più vero per piloti e team in ascesa: “Beh, di questi tempi le cose non sono rosee in generale negli Stati Uniti, però nel nostro sport la recente unificazione ha riacceso l'interesse dei fan e con ogni probabilità farà ritornare alto l'interesse per queste gare nel paese. Allo stesso modo la Indy Pro Series dovrebbe essere capace di cavalcare quest'onda e ad essere sincero mi sento un po' come qualcuno che ha scommesso sul vincitore, avendola scelta a suo tempo su altre opportunità di carriera. Non c'è bisogno di dire che la rinascita delle gare di formula significa anche che questo è il momento migliore per un pilota per mettersi in evidenza! Questa è un'altra ragione per cui sono davvero certo che quest'anno il nostro campionato sarà interessante come non mai. La Indy Pro Series dà un'occasione di evidenziarsi sia ai piloti che si sono formati su ovali sia a quelli che la loro carriera l'hanno passata principalmente sugli stradali, proprio come me. Per finire in cima con chi ha preso più punti alla fine della stagione ci vuole una straordinaria capacità di adattamento. Inoltre nel prossimo futuro il calendario della IndyCar sembra sarà più sbilanciato verso le piste stradali, analogamente a come succede a noi che corriamo nella serie che è la sua "sorella minore" e questo renderà la IPS ancora più valida come palestra. Poiché superare può rivelarsi più complicato sugli stradali che sugli ovali, penso che le gare più eccitanti quest'anno saranno le seconde gare in ogni circuito stradale, dato che ci sono le griglie capovolte per i primi 8 della prima corsa. Probabilmente vedrete delle belle battaglie...”.
Quest'anno il ventisettenne pilota nato a Roma avrà sì il titolo in mente, ma è anche lesto a sottolineare che nel 2008 chi darà la caccia all'ambito primato nella "GP2 americana" deve aspettarsi un percorso lungo e pieno di sorprese: "Quando ho firmato con Sam Schmidt ero ben conscio che sarei stato in una posizione privilegiata per inseguire il titolo, e mi gusto questa occasione. Ovviamente il miglior tempo nell'Open Test di Homestead-Miami ora ha attirato molta attenzione sull'accoppiata [Raphael] Matos/Andretti Green, ma ad esser sincero anche prima del risultato del test loro erano la mia prima scelta come abbinamento con cui fare i conti quest'anno. La squadra è spettacolare ed il pilota ha un curriculum che colpisce. In più Matos ha anche mostrato quanto rapidamente sa adattarsi a tutto quello che gli capita di guidare: ha esordito in GT alla 24 ore di Daytona e vinto la classe con la Mazda (e tra parentesi questa è una cosa che piacerebbe fare anche a me, prima o poi, magari su una Daytona Prototype). Ma sicuramente non c'è scarsità di ragazzi che possano esser considerati in lizza per il successo: in Florida Bobby Wilson e i due della Guthrie Racing hanno aperto gli occhi a tanti, il team Rahal-Andersen sembra solido, e non scordiamoci che i rapporti di forza possono cambiare completamente tra piste stradali ed ovali. Il mio team sembra in ottima salute: i miei compagni James Davidson, Bia [Ana Beatriz Figueiredo] e [solo sugli ovali] Jon Brownson potrebbero anche essere i miei rivali più duri in alcune gare. Abbiamo tutti lo stesso trattamento. Nel passato la Sam Schmidt Motorsport non si è fatta mancare delle doppiette, e immagino che a Sam apprezzerebbe anche di più qualche tripletta, perciò devo darmi da fare perché quando capiterà il mio nome deve essere dalla parte giusta della classifica! Infine vorrei usare spudoratamente il mio lato italiano per dire che non è per cavalleria che penso che Bia quest'anno coglierà di sorpresa più di qualche maschietto: lei si applica in un modo incredibile e inoltre è molto consistente".