RICHARD ANTINUCCI STAGIONE PER STAGIONE
Da quando ha compiuto il suo primo passo nell'automobilismo nel 1998, Richard ha corso in 3 continenti ed in numerosi campionati di alto livello, incluse Formula Renault 2000, Formula 3 e (dal 2007) gare di formula negli Stati Uniti.
Richard ha iniziato la sua marcia nel mondo dei motori nel 1989 alla verdissima età di 8 anni in kart, per passare poi a maturazione agonistica nella disciplina in Italia con numerose vittorie e titoli. È stato a soli otto anni che ha avuto il primo assaggio del sapore dei motori, e questo lo ha portato a percorrere un itinerario che lo ha condotto dall'America, dove è cresciuto ed ha avuto la prima formazione scolastica all'Italia, Gran Bretagna, Giappone e in seguito di nuovo negli Stati Uniti, dove non aveva mai corso in auto fino al 2007. Richard è fiero del suo retaggio italiano ed americano ed annovera nel proprio DNA anche geni indiani Sioux.
Richard, che attualmente è residente in California nell'assolata San Diego, ha trascorso i suo anni formativi in Oregon, Arizona e Virginia. Quando per lui era ormai tempo di accedere alla scuola superiore la sua famiglia è tornata a Roma. La sua prima esperienza al volante di un kart aveva avuto luogo in Virginia, e nelle stagioni '92 e '93 aveva corso nei "lupetti" della classe 60cc.
La sua carriera d'elezione però, non è decollata sul serio fino al trasloco in Europa. Nel '94 e '95, guidando nella classe 100 Junior, ha vinto il Championship of Champions con un "cappotto" di tre vittorie su tre, si è aggiudicato due corse del Campionato Italiano, ha concluso sesto nel Mondiale, settimo all'Europeo ed ha preso parte con successo a molti altri eventi. La sua carriera in kart è proseguita fino al 1997 con un bel bottino di vittorie nel Campionato Italiano, nell'European Belgian Grand Prix, e con un terzo posto alla Coppa del Mondo.
Nel 1998 ha seguito le orme dell'allora Campione del Mondo di Formula 1 in carica Jacques Villeneuve, e si è iscritto alla scuola di pilotaggio Henry Morrogh prima di passare alle monoposto. Ha ottenuto il riconoscimento di miglior allievo e per confermare la sua attitudine Richard ha subito vinto la prima gara di auto a cui a preso parte: una gara della Formula Ford italiana in programma sulla pista di casa: Vallelunga.
Sebbene Richard avesse in mente di diventare pilota professionista più di ogni altra cosa, era anche consapevole del valore dell'istruzione, e perciò era solo dopo aver preso un International Baccalaureate nel Giugno 1999 che si impegnava nella prima stagione completa in formula. Per il 2001 si orientava verso la specialità del momento: la Formula Renault, vincendo gare sia nella Eurocup che nel competitivo Campionato Italiano. Nel 2002 cambiava paese ma non categoria, finendo vicecampione nella serie britannica, con cinque vittorie, incluso il prestigioso Spa Festival.
Il passo seguente era la Formula 3. Il 2002 si può considerare una stagione di ambientamento, sebbene in questa stagione abbia comunque conseguito due solidi secondi posti ed una incoraggiante settima posizione al Korea Superprix, un vento clou del calendario. L'anno finiva in bellezza con due test col team BMW Williams F1 Team. Era scelto per un collaudo di aerodinamica in rettilineo a Silverstone ed inseguito per girare uno spot sul circuito portoghese di Estoril per conto di uno sponsor della squadra.
Richard iniziava la stagione 2003 della Formula 3 britannica nelle file della Carlin Motorsport ottenendo numerosi piazzamenti a podio, prima di passare alla Promatecme in Agosts. Nella prima gara col nuovo team francese a Thruxton era il miglior pilota in griglia tra quelli che impiegavano il motore Mugen-Honda ed a Donington il 7 Settembre partiva dalla pit lane con gomme slick una gara su pista bagnata e rimontava spettacolarmente fino al secondo posto finale. Richard finiva in modo perentorio la stagione di Formula 3 vincendo entrambe le gare al Korean Grand Prix ed aggiudicandosi il premio come miglior pilota della doppia trasferta asiatica Corea/Macao.
Il pilota italoamericano, sulla Dallara della Hitech Racing, non vedeva mai la sua prima posizione messa in discussione dagli avversari, nonostante la griglia di 34 vetture rappresentasse la crème de la crème del mondo della Formula 3. Partiva la prima corsa terzo, ma grazie ad uno scatto superbo scavalcava la prima fila (composta da Lewis Hamilton e Nelsinho Piquet) immediatamente. La seconda corsa era una ripetizione della prima, sebbene questa volta Richard partisse dalla pole. Ha costruito un comodo margine sugli inseguitori e quando andava a tagliare il traguardo vincitore aveva passato al comando tutti i giri delle due gare. Il weekenda a Macao lo aveva visto finire terzo gara 1 ma ritirarsi nella seconda, per quanto non per sue colpe. Su entrambi i tracciati asiatici era sistematicamente ai vertici delle classifiche dei giri veloci.
Richard restava in Asia per il 2004, e il suo contratto per il Campionato Formula 3 Giapponese era destinato a introdurre una stagione sulle montagne russe. All'inizio dimostrava al suo datore di lavoro (la squadra ufficiale Tom's Toyota) che aveva investito bene, tenendo il comando del Campionato fino all'ottava corsa. Malgrado un rapporto colla squadra che si faceva via via più teso nella seconda parte della stagione, Antinucci si rivelava il miglior uomo del team nella graduatoria finale, finendo quarto davanti all'attuale pilota di F.1 Kazuki Nakajima, grazie a 12 arrivi a podio in 18 presenze. Questa stagione portava ad un 2005 sotto il par: dopo il divorzio dalla Tom's Toyota accettava l'offerta del team Midland (Kolles) di guidare nella Formula 3 EuroSeries. Ma dopo quattro appuntamenti con materiale non all'altezza delle aspettative decideva di effettuare una pausa in attesa di una nuova opportunità. Il solo momento brillante di un breve 2005 era una gara sul bagnato ad Hockenheim (Germania): su pista fradicia otteneva il giro più veloce, un intero secondo meglio del secondo miglior tempo nei tabellini.
La sceneggiatura della stagione europea di F.3 del 2006 potrebbe esser stata ricalcata su quella di un film kolossal anni '50 con protagonisti Davide e Golia. Andando a misurarsi con piloti e team dotati di supporto ufficiale e budget ambiziosi, Richard riusciva a portare per mano il piccolo team austriaco HBR a stupefacenti vittorie a Le Mans e Barcellona, oltre ad ottenere arrivi a podio che non passavano inosservati. Pertanto può ben dire di aver messo un punto alla fase europea della sua carriera con un punto... esclamativo.
A tutti gli effetti il 2007 per lui è stato l'anno del ritorno. Ritorno negli Stati Uniti ed anche in famiglia, cioé, dato che il suo debutto in America era reso possibile da un accordo col team dello zio, la Cheever Racing, per il campionato Indy Pro Series, la GP2 della IndyCar. Consapevoli della totale mancanza di esperienza di Richard su quegli ovali che costituivano metà del calendario della categoria, il pilota di Roma e l'ex vincitorie della 500 miglia di Indianapolis posavano gli occhi sugli appuntamenti in programma su pista stradali e cittadine.
Dopo un periodo di assuefazione per sia pilota e team nei round primaverili, l'abbinata iniziava a marciare a dovere in estate ed Antinucci rapidamente passava da outsider a pilota di vertice ottenendo la sua prima vittoria a Mid-Ohio, e poi marcando la prima pole ed un'altra vittoria in California all'Infineon Raceway. Antinucci terminava la stagione mettendo altri punti fermi: passava il test di ammissione alle gare su ovale per gli esordienti e faceva il suo debutto nelle gare di durata nella Rolex Grand-Am al Miller Park. Sul Daytoona Prototype della Cheever Racing si godeva a sufficienza l'esperienza da lasciare la spettacolare pista dello Utah col giro più veloce della corsa.
Nel 2008 Antinucci ha preso parte per la prima volta ad una intera stagione Indy Lights, unendosi al team campione in carica Sam Schmidt Motorsports. La serie si è rivelata un accesissimo duello col talentuoso rivale brasiliano Raphael Matos, con Antinucci ed il pilota della AFS/Andretti Green che sono andati praticamente fino al filo di lana: alla gara conclusiva di Chicagoland il brasiliano aveva un microscopico margine di 4 punti quando le luci dei semafori in pista sono diventate verdi. Purtroppo il pilota della Sam Schmidt Motorsports veniva coinvolto in un incidente al ventiseiesimo giro da Sam Guthrie, il che lo buttava definitivamente fuori sia dalla gara che dalla corsa al titolo. L'italo-americano concludeva quindi secondo, con all'attivo due vittorie e nove arrivi nei Top 5.
Nel 2009, Richard ha tagliato un prestigioso traguardo professionale debuttando nella Izod IndyCar Series. Con la più piccola e recente (come fondazione) squadra della categoria – il Team 3G – ha preso parte a cinque corse su piste stradali o cittadine, ottenendo i migliori risultati del team di Brownsburgh (Indiana) della stagione in qualifica, e riuscendo anche a concludere nella Top10 dei giri veloci su due tracciati: Watkins Glen e Mid-Ohio.
VAI AL CURRICULUM VITAE
VAI ALLA SCHEDA
Ultimo aggiornamento martedì 1 Aprile 2008